Banca d’Italia ha partecipato alla consultazione segnalando la necessità di una maggiore flessibilità nel processo di fissazione della riserva di capite anticiclica (countercyclical capital buffer), purché esso continui a rimanere basato sull’utilizzo di indicatori del rischio ciclico di natura quantitativa, così da mantenere un adeguato livello di prevedibilità e di armonizzazione tra i paesi dell’Unione europea. Sarebbe inoltre preferibile non utilizzare questa specifica riserva di capitale per far fronte a rischi non ciclici.
Banca d’Italia, inoltre, vede con favore un’armonizzazione a livello europeo, per quanto minima, degli strumenti cosiddetti borrower based (come, ad esempio, i limiti al rapporto tra l’ammontare del prestito erogato e il valore della garanzia prestata) da conseguire sulla base delle raccomandazioni già emanate in materia dal Consiglio europeo per il rischio sistemico (European Systemic Risk Board, ESRB). È importante, in ogni caso, che il disegno, la fissazione e l’attivazione di tali strumenti rimangano di esclusiva competenza delle autorità nazionali.
Il rapporto evidenzia come la pandemia abbia accelerato la tendenza alla digitalizzazione dei servizi finanziari al dettaglio.
Il rapporto analizza i vantaggi della digitalizzazione dei servizi finanziari durante la pandemia e se i cambiamenti osservati possano essere strutturali o tornare ai livelli pre-pandemici una volta che le condizioni si normalizzeranno. Il rapporto considera anche le implicazioni sulla stabilità finanziaria di questa tendenza accelerata verso la digitalizzazione, come il potenziale dominio sul mercato di alcuni attori e le relative preoccupazioni relative alle istituzioni finanziarie tradizionali con una minor forza digitale.
Il rapporto delinea la gamma di azioni politiche intraprese dalle autorità durante la pandemia che potrebbero avere un impatto sulla struttura del mercato e sul ruolo di FinTech, BigTech e istituzioni finanziarie storiche. Queste azioni riguardano la stabilità finanziaria, la concorrenza, la privacy dei dati e le questioni di governance.
Da quando l’EBA ha rafforzato le sue linee guida AML/CFT, le autorità di vigilanza nazionali hanno iniziato ad adottare riforme significative per migliorare la loro vigilanza AML/CFT, ma l’EBA ha riscontrato che permangono sfide significative in settori importanti come l’identificazione e la valutazione di rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo (ML/TF).
Tra le sfide comuni che le autorità di vigilanza devono affrontare, l’EBA evidenzia le difficoltà di:
  • identificare i rischi di riciclaggio/finanziamento del terrorismo nel settore bancario e nelle singole banche;
  • tradurre le valutazioni del rischio ML/TF in strategie di vigilanza basate sul rischio;
  • utilizzare efficacemente le risorse disponibili, anche assicurando una supervisione in loco e fuori sede sufficiente;
  • adottare misure di esecuzione proporzionate e sufficientemente dissuasive per correggere le carenze di conformità in materia di AML/CFT.
L’EBA ha inoltre riscontrato che la cooperazione con le unità di informazione finanziaria (FIU) non è stata sempre sistematica e spesso inefficace. Queste sfide hanno ostacolato l’attuazione di un approccio efficace basato sul rischio alla vigilanza AML/CFT.
Il workshop mira a riunire economisti e ricercatori delle autorità di vigilanza e delle banche centrali, nonché accademici, per discutere le sfide, i rischi e le opportunità delle innovazioni tecnologiche nel settore bancario e finanziario, nonché la transizione delle banche verso un’economia più sostenibile.
In preparazione al workshop, l’EBA invita a presentare documenti di ricerca orientati alle politiche sui seguenti argomenti:
  • sviluppi nell’innovazione tecnologica;
  • innovazioni nei prodotti finanziari e nei sistemi di pagamento;
  • finanziamento e copertura dei rischi di cambiamento climatico;
  • utilizzo del quadro normativo di vigilanza e prudenziale nella finanza per il clima;
  • coerenza del panorama normativo nel contesto dell’innovazione tecnologica.
Il termine ultimo per la presentazione del paper è il 24 giugno 2022.
L’EBA condurrà l’esercizio di benchmarking 2022 su un campione di 115 banche di 16 paesi dell’UE e dello Spazio economico europeo.
L’EBA esegue questo esercizio facendo leva sulle procedure consolidate di raccolta dei dati e sui formati di segnalazione periodica di vigilanza e assiste le autorità competenti nella valutazione della qualità degli approcci interni utilizzati per calcolare gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio.