L’indagine conoscitiva è rivolta a 90 compagnie italiane e a 4 rappresentanze di Stati terzi che dovranno compilare un questionario entro il 30 settembre prossimo.
Il Regolamento si prefigge l’obbiettivo della diffusione della tecnologia a registro distribuito (DLT) con particolare riferimento alle cripto-attività.
Infatti, la maggior parte dei crypto-asset non rientrano, allo stato attuale, nella legislazione europea in materia di servizi finanziari comportando una mancanza di tutele per gli investitori, per l’integrità dei mercati, per il consumo di energia e per la stabilità finanziaria.
La riproduzione digitale di strumenti finanziari nei registri distribuiti o l’emissione di categorie di attività tipiche in formato tokenizzato per consentirne l’emissione, la custodia e il trasferimento in un registro distribuito, creerebbero vantaggi per incrementare l’efficienza nei processi di negoziazione e post-negoziazione.
Tuttavia, sono necessari dei compromessi in relazione alla gestione del rischio di credito e di liquidità e, il successo dei sistemi basati sui token dipenderà dalla loro connessione con i sistemi tradizionali.
La commissione Ue evidenzia che:
  • le infrastrutture di mercato DLT dovrebbero ammettere alla negoziazione o registrare solo gli strumenti finanziari DLT su un registro distribuito. Tali strumenti sono individuabili nei crypto-asset che rientrano nella definizione di strumenti finanziari;
  • dovrebbero essere presi in considerazione i principi di proporzionalità, neutralità tecnologica, di parità di condizioni e del principio «stessa attività, stessi rischi, stesse regole» e garantire la tutela dei dati personali.
L’accesso al progetto pilota non sarà circoscritto agli operatori esistenti, ma sarà aperto anche ai nuovi operatori.
Per evitare e gestire possibili rischi legati all’utilizzo della tecnologia in oggetto, i relativi gestori saranno sottoposti a requisiti aggiuntivi rispetto ai soggetti tradizionali.
Il Regolamento si applicherà dal 23 marzo 2023.