In particolare, evidenzia Banca d’Italia, il 16 dicembre scorso l’EBA ha abrogato le Linee guida sugli obblighi di segnalazione e di informativa al pubblico sui finanziamenti oggetto di misure di sostegno applicate alla luce della crisi Covid19 e recepiti nell’ordinamento nazionale con comunicazione Banca d’Italia del 30 giugno 2020.
Tale decisione, che entra in vigore a partire dal 1° gennaio del 2023, fa seguito alle mutate condizioni legate alla pandemia.
Tuttavia l’Italia è caratterizzata da un volume che permane ancora elevato di finanziamenti legati alla garanzia pubblica Covid-19 per i quali, a seguito del periodo di preammortamento, è estato avviato il rimborso al termine del 2022.
Differentemente dai prestiti oggetto di moratorie, che sono andati a ridursi nell’ultimo periodo, risulta necessario continuare a monitore la qualità del credito e di svolgere adeguate analisi di vigilanza su tali esposizioni.
Alla luce di ciò, Banca d’Italia con la comunicazione in oggetto:
- conferma la volontà di adeguarsi alle previsioni dell’EBA sopraindicate, prevedendo l’abrogazione della comunicazione del 30.06.2020;
- proseguirà, per tutto l’anno in corso, la rilevazione nei confronti delle banche Less Significant (LSI) sui finanziamenti assistiti da garanzia pubblica, mediante l’utilizzo degli schemi segnalatici già utilizzati e mantenendo invariate le regole di trasmissione dei dati attraverso la piattaforma Infostat.
In allegato alla comunicazione, viene fornito lo schema segnaletico che dovrà essere compilato a partire dalla rilevazione del 31 marzo 2023 (da trasmettere entro il 12 maggio 2023).
La rilevazione resta a frequenza trimestrale.
Per quanto riguarda le banche LSI verrà chiusa, a partire dalla rilevazione del 31 marzo 2023, la Raccolta dati sui finanziamenti oggetto di misure di moratoria Covid-19 avviata ad agosto 2021 (con ultima rilevazione avente data di riferimento 31 dicembre 2022).
L’EIOPA ha pubblicato il suo Risk Dashboard basato sui dati Solvency II del terzo trimestre del 2022.
I risultati mostrano che le esposizioni degli assicuratori ai rischi macro e di mercato sono attualmente la principale preoccupazione per il settore assicurativo.
Tutte le altre categorie di rischio, come redditività e solvibilità, clima, digitalizzazione e rischi informatici rimangono a livelli medi.