Banca d’Italia, in collaborazione con l’Arab Regional Payments Clearing and Settlement Organization (ARPSCO) ha pubblicato i risultati di un esperimento congiunto incentrato sul regolamento di pagamenti istantanei cross-currency – ovvero pagamenti nei quali il conto del debitore e del creditore sono denominati in valute distinte – tra due diverse piattaforme tecniche.

TIPS e Buna sono le piattaforme tecniche multivalutarie per il regolamento di pagamenti istantanei coinvolte nella sperimentazione.

Entrambe le piattaforme sono state precedentemente coinvolte in una fase di analisi avente l’obiettivo di valutare le implicazioni di policy, di natura legale e di carattere tecnico e operativo derivanti dalla eventuale realizzazione di un servizio di regolamento cross-currency intra-piattaforma.

In linea con i building block 13 e 17 della global roadmap del G20 per il miglioramento dei pagamenti transfrontalieri – relativi all’interconnessione di sistemi di pagamento esistenti – la naturale prosecuzione di tali analisi è stata quella di esplorare possibili soluzioni per fornire lo stesso tipo di servizio di regolamento cross-currency in uno scenario inter-piattaforma, ovvero attraverso l’interoperabilità di diverse piattaforme tecniche.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 15 marzo 2022 il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 13 gennaio 2022 n. 19, Regolamento recante modifiche al decreto 5 marzo 2015, n. 30, attuativo dell’articolo 39 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF), concernente la determinazione dei criteri generali cui devono uniformarsi gli Organismi di investimento collettivi del risparmio (OICR) italiani.

Il provvedimento entra in vigore il 30 marzo 2022.

Il Consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori” (EPSCO), organo del Consiglio dell’Unione europea, ha adottato un “orientamento generale” su una proposta legislativa dell’UE volta a migliorare l’equilibrio di genere tra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate.

Questa direttiva intende fissare un obiettivo quantitativo per la percentuale di membri del sesso sottorappresentato nei consigli di amministrazione delle società quotate. Le società dovrebbero pertanto introdurre delle misure per raggiungere, entro il 2027, l’obiettivo minimo, vale a dire il 40% di membri del sesso sottorappresentato per gli amministratori senza incarichi esecutivi, o il 33% per tutti i membri del consiglio di amministrazione. In caso di mancato raggiungimento di tali obiettivi, la società sarebbe tenuta a procedere a nomine oppure a elezioni di amministratori applicando criteri chiari, univoci e formulati in modo neutro.

Gli Stati membri dovranno inoltre garantire che, nella scelta tra candidati con pari qualifiche, in termini di idoneità, competenze e rendimento professionale, le società diano priorità al candidato del sesso sottorappresentato.

L’accordo raggiunto in sede EPSCO apre la strada ai negoziati tra il Consiglio e il Parlamento europeo per definire una posizione comune.