(Only in Italian)
Con comunicazione dell’11 aprile 2022, l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ha pubblicato una nuova Comunicazione, che integra le precedenti del 16 aprile 2020 e dell’11 febbraio 2021, per richiamare l’attenzione su ulteriori elementi di rischio connessi all’epidemia da COVID-19, alla luce dell’analisi finanziaria delle segnalazioni di operazioni sospette, degli scambi informativi con controparti estere e dell’evoluzione della normativa. Vengono in particolare forniti aggiornamenti e specificazioni sui rischi relativi alle cessioni di crediti fiscali.
Nel contempo l’UIF ha ritenuto opportuno volgere l’attenzione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in funzione dell’attivazione dei presidi antiriciclaggio per concorrere a prevenire possibili distorsioni nell’utilizzo delle risorse pubbliche, a discapito dell’integrità dell’economia legale.
In tale ambito, sono riportate indicazioni funzionali a valorizzare il sistema antiriciclaggio in particolare nel comparto pubblico in ragione del ruolo di primo piano che questo ha nella delicata fase di attuazione del PNRR.
(Only in Italian)
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2022, previsto dalla legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196).
Il Documento tiene conto del peggioramento del quadro economico determinato da diversi fattori, in particolare l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, l’aumento dei prezzi dell’energia, degli alimentari e delle materie prime, l’andamento dei tassi d’interesse e la minor crescita dei mercati di esportazione dell’Italia. Tali fattori sono oggi tutti meno favorevoli di quanto fossero in occasione della pubblicazione della Nota di aggiornamento al DEF (NADEF) nello scorso settembre.
In tale scenario, la previsione tendenziale di crescita del prodotto interno lordo (PIL) per il 2022 scende dal 4,7% programmatico della NADEF al 2,9%, quella per il 2023 dal 2,8% al 2,3%.
Il disavanzo tendenziale della pubblica amministrazione è indicato al 5,1% per quest’anno; scende successivamente fino al 2,7% del PIL nel 2025. Gli obiettivi per il disavanzo contenuti nella NADEF sono confermati: il 5,6% nel 2022, in discesa fino al 2,8% nel 2025. Vi è quindi un margine per misure espansive (0,5 punti percentuali di PIL per quest’anno, 0,2 punti nel 2023 e 0,1 punti nel 2024 e nel 2025).
Questo spazio di manovra sarà utilizzato dal Governo per un nuovo intervento con diverse finalità, in particolare per contenere il costo dei carburanti e dell’energia per famiglie e attività produttive, potenziare gli strumenti di garanzia per l’accesso al credito delle imprese, integrare le risorse per compensare l’aumento del costo delle opere pubbliche e ripristinare alcuni fondi utilizzati a parziale copertura del recente decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17.
Per effetto di questi interventi, la crescita programmatica sarà lievemente più elevata di quella tendenziale, soprattutto nel 2022 e nel 2023 (3,1% e del 2,4%), con riflessi positivi sull’andamento dell’occupazione. Il rapporto debito/PIL nello scenario programmatico diminuirà quest’anno al 147,0%, dal 150,8% del 2021, per calare poi progressivamente fino al 141,4% nel 2025.
La decisione di confermare gli obiettivi programmatici di disavanzo testimonia l’attenzione verso la sostenibilità della finanza pubblica. Al contempo, per il Governo resta imprescindibile continuare a promuovere una crescita economica elevata e sostenibile. Laddove necessario, il Governo non esiterà a intervenire con la massima determinazione e rapidità a sostegno delle famiglie e delle imprese italiane.
In particular, the Council recommends that euro area Member States take action, individually, including through the implementation of their recovery and resilience plans, and collectively within the Eurogroup, in the period 2022–2023 to:
- continue to use and coordinate national fiscal policies across Member States to effectively underpin a sustainable and inclusive recovery. Maintain a moderately supportive fiscal stance in 2022 across the euro area, taking into account national budgets and the funding provided by the Recovery and Resilience Facility. Gradually pivot fiscal measures towards investments that promote a sustainable and inclusive recovery, consistent with the green and digital transitions, paying particular attention to the quality of budgetary measures. Reflecting the degree of uncertainty, keep fiscal policy agile in order to be able to react to the evolution of the COVID-19 pandemic. Differentiate fiscal policies taking into account the strength of the recovery, ensuring fiscal sustainability and enhancing investments, while bearing in mind the need to reduce divergences;
- promote policies that tackle aggressive tax planning, tax evasion and tax avoidance to ensure fair and efficient tax systems. Work to limit harmful tax competition including through the implementation of the global consensus-based solution to address the tax challenges arising from the digitalisation and globalisation of the economy. Lower the tax wedge on labour and promote a shift from labour taxation towards taxes that are less distortive. Transition from emergency to recovery measures in labour markets by ensuring effective active labour market policies: (i) supporting job transitions, in particular towards a green and digital economy; (ii) combining measures tackling skills shortages, strengthening upskilling and re-skilling, providing targeted hiring incentives; and (iii) enhancing the capacity of public employment services to address labour market mismatches. Strengthen inclusive quality education and training systems;
- monitor the effectiveness of policy support packages for companies, focus on a more targeted support for the solvency of viable firms that have come under stress during the COVID-19 crisis, and make greater use of equity-type instruments. Increase the capacity of insolvency frameworks to deal effectively and in a timely manner with bankruptcy and debt restructuring, maximise the preservation of value and promote an efficient allocation of capital in the real economy and cross-border investments;
- continue to strengthen national institutional frameworks and pursue reforms to address bottlenecks to investment and reallocation of capital, and ensure the efficient and timely use of Union funds. Reduce the administrative burden for firms and improve the business environment. Strengthen the effectiveness and digitalisation of public administration;
- ensure macro-financial stability, and maintain the credit channels to the economy, continuing to address nonperforming loans through, amongst others, monitoring asset quality, timely and pro-active engagement with distressed debtors, in particular viable ones, and the further development of secondary markets for non-performing loans.